La rassegna stampa

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CINEMA (18:25)
"Pesi leggeri",
il debutto per Pau

mercoledì 6 marzo 2002

Enrico Pau (a sinistra) durante la presentazione del filmNon è un film su Cagliari. E, a ben vedere, non è neppure un film sul pugilato. Tra le strette strade, e gli ampi spazi assolati della città che Enrico Pau ha scelto per l’ambientazione di “Pesi leggeri” (che ha dato vita all'omonimo libro di Aldo Tanchis, coautore della sceneggiatura) si svolge una storia di vita. Anonima e preziosa, come tante. Il debutto in lungometraggio del regista cagliaritano lascia in bocca un retrogusto piacevole, anche se non sarà facile per il pubblico cagliaritano valutarne il valore. Come per “Il figlio di Bakunìn”, la tentazione di lasciarsi distrarre dalla fotografia, dai dialoghi, dalla ricerca del familiare, è forte e solo nel secondo tempo il film prevale. Solo allora la narrazione è capace di rapire lo spettatore.
Carmine Rivano (Nino) e Davide Delogu (Giuseppe, di spalle) sul set
Come in un incontro di pugilato, la prima parte è di studio, nella quale Pau pennella i suoi personaggi, perfettamente interpretati da attori scelti con cura e per questo riusciti. Li colloca come pedine su una scacchiera sulla quale si animano solo a mano a mano che il filo del film si dipana. Nel frattempo, impreziosisce il film con riflessioni diverse: la dura vita del pugile e le regole della palestra; l’eterna difficoltà degli atleti a farsi accettare da chi non conosce il gusto dell’agonismo e, in definitiva, il loro dramma di eroi, incompresi fuori dal loro mondo; lo scontro tra le generazioni, ambientato negli strati sociali dove la vita è difficile ogni giorno. C’è spazio anche per un affresco della boxe sarda e una citazione (che giustifica i responsabili di un caso che fece scalpore nel ‘99) allo scandalo delle riunioni truccate. Pau non è un appassionato di boxe. Ma, dopo aver studiato a lungo (suo anche il documentario Storie di pugili), ha dimostrato di saperla trasportare fedelmente sul set. Le scene sul ring sono di eccellente realismo. Merito anche del lungo lavoro in palestra svolto dai due protagonisti. Nel film compaiono anche vecchi campioni come Piero Rollo (scomparso dopo le riprese del film) e Paolo Melis.

Una scena del film: Nino (Carmine Rivano) e Maddi (Emanuela Cau)La storia vera e propria è semplice: due pugili di talento (Nino e Giuseppe), due situazioni familiari difficili, una ragazza (Maddi) altrettanto talentuosa che ha voglia di volare basso, di avere una vita povera ma normale, un piccolo procuratore (Claudio) in bilico tra un passato da atleta fallito e un presente con poche occasioni di mettere la propria esperienza a disposizione dei più giovani. La carriera dei due boxeurs è il binario lungo il quale si intrecciano altre storie. Un binario che li porterà a scontrarsi prima per l’amore dell’inquieta Maddi e poi – loro malgrado – sul ring.
Tecnicamente il film mostra i limiti di una produzione modesta. La scelta dell’audio in presa diretta, in particolare, è suggestiva ma rende difficile la percezione di alcuni dialoghi. Un ulteriore difficoltà per un film che, pur contenendo molte parti in slang, ambisce – leggittimamente – a trovare spazio nelle sale della Penisola.

Carlo Alberto Melis

La presente intervista è stata tratta dal seguente sito:
http://www.unionesarda.it/
Sinossi
Note del regista
 
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