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/~\ 1 primo chiarore un ragazzo sbuffa correndo tra
JL JL salite e discese del capoluogo sardo. Un allena-
mento duro mentre la città comincia a svegliarsi E l'avvio
di Pesi Leggeri, una storia d'oggi ambientata nel mondo
7l| della nobile arte ma con forti radici in quell epoca eroica
quando i pugili dell'isola erano sfidanti qualificati nei mo-
%K sca, nei gallo, nei welters. D film è uscito ieri al Filmstudio
|j ^H di Roma, dopo risultati lusinghieri di critica e pubblico a
iwtBHBi Cagliari, dove è stato girato da Enrico Pau, dopo svaria
jj j-^j. esperienze di cortometraggi. Al debutto nella regia, il cinea-
sta è il figlio di un capitano del Cagliari anni '40, e ha respi-
Tra gli attori CI Sono rato sport fin da bambino.
anche due ex
<<NeI '99 ho realizzato un documentario, Storie diPugi-
li, interviste a 7 boxeur sardi, dal campione del mondo
campioni vatore Bumini a Fortunato Manca, da Udella a Scano. Per
di pugilato Piero m°^tì anni (-a^iari na Pr°dotta campioni di boxe, spesso Ha
ragazzi provenienti da situazioni sociali disagiate. Per l
Rollo C Paolo Melis il pugilato voleva dire la possibilità di fare viaggi, vedere al-
stessi. Perciò ho voluto nel film, nei due anziani aiutanti da
palestra, i due ex pugili Piero Rollo e Paolo Melis. Li volevo
come elemento forte di verità, una specie di legame col
passato. Oggi le palestre sono diventate luoghi per la fitness, tutte specchi e attrezzi hi-tech, disco-gym e spinning.
Hanno perso quell'aura di sudore, impegno e fatica. La ricostruzione della vecchia palestra ha dato un grande soste-
gno al film ed è merito della scenografa Anna Maria Donatella Sciveres. Insieme abbiamo visto molte foto d'epoca
Anche se oggi non ci sono più grandi pugili, è rimasto inalterato il fascino di una disciplina che si fonda sulla verità
della sofferenza fìsica Ho visto il confronto tra queste generazioni così lontane, li ho visti comunicare con un linguag-
gio fatto di gesti, poche parole ma tutte giuste, semplici e
i- piene di buon senso. La boxe può ancora insegnare qualcosa>>. Ha
scritto soggetto e sceneggiatura con Aldo Tranchis, uno scrittore. Stavolta però il percorso è stato inverso. Prima il film poi il libro (edito da 11 Maestrale di Nuoro): "Sì, il
libro è arrivato dopo, raffinando la situazione con la presenza di un personaggio, il magnate palazzinaro, sull'esempio di questi ricchi che gravitano nell'ambiente dello sport". Dal film viene fuori una Cagliari abbastanza insolita... "Abbia mo girato in novembre, proprio per una scelta visiva intonata alla vicenda malinconica, persine drammatica Abbiamo privilegiato i suoi moltepiici orizzonti, usando una grandissima profondita di campo per raccontare questa città così particolare, lontana dalla stereotipo della Sardegna agro-pastorale. La storia gira intorno alle periferie.. Jl campetto dove si incontrano Nino e Sara già non c'è più. Siamo alla vigilia di un nuovo enorme smantellamento, un'altra ondata terribile di costruzioni che minacceranno anche la necrepoli punica di Tuvixeddu. Hanno fatto il ripascimento al Poetto, col risultato che quella sabbia bianca che sembrava farina degli angeli non esiste più, sostituita da una rena spessa e nera".
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