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PESI LEGGERI È UN FILM URBANO CHE TRA NATURALI SCENARI, QUOTIDIANE
STRADE E palazzi, sviluppa e vive le sue storie. Il mare, i
molteplici angoli, la sua luce africana, le periferie, le strette
strade del centro, le lunghe salite e discese che Cagliari ha
offerto come sfondi di queste storie sono i confini e gli orizzonti
di qualsiasi metropoli del mondo. Ed il regista Enrico Pau
volutamente è riuscito a renderla unica nella sua specificità e
allo stesso tempo universalità, perfetta scenografia dei sogni di
rivalsa dell’uomo. Così tra boxeur di ieri e di oggi, il regista
cagliaritano debutta sul grande schermo per raccontare in modo
autentico e poetico una città del mondo, ring di gioie, dolori,
sconfitte e vittorie quotidiane.

Come nasce la storia di Pesi Leggeri?
ENRICO PAU Il film nasce da
un documentario. La Sardegna, e soprattutto la città di Cagliari,
ha tra i suoi valori più forti uno sport come il pugilato… e
così per diverso tempo ho fatto una full immersion in questo mondo
dove ho conosciuto pugili di straordinario valore, scoprendo la
profonda umanità di questi uomini e delle loro storie. Uno degli
aspetti che mi ha maggiormente colpito vedendo questi ex pugili
divenuti allenatori di giovani ragazzi è come il confronto tra
queste generazioni sia schietto e sincero. Li ho visti comunicare
con un linguaggio che è fatto di gesti, poche parole ma tutte
giuste, semplici e piene di buon senso. Ed ho scoperto che la “didattica”
di questi vecchi atleti non ha niente di moralista.
Il suo film esce dai cliché di un cinema sardo che raccontava
storie agropastorali, di banditi sardi…
ENRICO PAU Sì, è vero ma
vorrei sottolineare che è già da anni che la “nostra”
cinematografia ha raccontato ed espresso altre storie. Registi come
Gianfranco Cabiddu o Antonello Grimaldi ne sono una testimonianza.
Io volevo raccontare una storia universale in una Sardegna dei
nostri giorni… e raccontare una città come Cagliari, così
particolare nelle sue vedute e nei suoi umori, eppure così simile a
tanti grossi centri urbani d’oggi.
Ma il film nasce anche da un romanzo?
ENRICO PAU Il romanzo Pesi
Leggeri di Aldo Tanchis è nato in realtà dopo la sceneggiatura. Ha
voluto continuare a lavorare su questa storia, che alla fine,
rispetto al film, presenta diverse sfumature e nuovi sviluppi.
Ma perché per il suo debutto ha scelto proprio una storia di
pugili?
ENRICO PAU Io sono nato e cresciuto in mezzo allo sport: mio
padre era un giocatore di calcio famoso negli anni ’40, è stato
anche capitano del Cagliari. Mi ricordo che quando si andava in giro
insieme per la città tutti lo riconoscevano, ci salutavano e si
incontravano valorosi pugili con i quali ci si fermava a parlare…diciamo
che lo sport fa parte del mio codice genetico ed è stato quasi
istintivo raccontarlo al cinema.
Quali sono stati i suoi riferimenti cinematografici?
ENRICO PAU A
me interessava uscire dai cliché dei film sui pugili, e quindi
niente riprese alla Scorsese, per intenderci, con uso del ralenty
per ogni goccia di sudore o di sangue che schizza via dalla faccia
di un pugile. Il mio è quasi un racconto documentaristico, essendo
anche poco interessato all’aspetto tecnico della macchina da
presa. Il mio riferimento preciso è stato Rocco e i suoi fratelli:
vera palestra e boxeur che se le danno seriamente… Visconti aveva
un’attenzione per i particolari che oggi sta invece scomparendo
nel cinema italiano.
Il film è stato già visto a Cagliari?
ENRICO PAU Pesi Leggeri
è rimasto nelle sale cagliaritane per due mesi: è stato il
dodicesimo incasso della città dopo dieci film americani e L’ora
di religione.
Perché la scelta di una palestra così poco attuale, moderna e
diversa da quelle che invece vediamo nelle nostre città?
ENRICO PAU
E’ stata una scelta voluta: la palestra è stata ricostruita
seguendo il modello di quelle degli Anni Sessanta. Mi piaceva l’idea
di questa atemporalità del film… ci sono pochi riferimenti
infatti alla realtà in cui viviamo, e volevo sospendere questa
storia in una sorta di atmosfera fiabesca.
Che rapporto aveva con la boxe prima di girare questo film?
EMANUELA CAU Ero molto lontana da questo mondo, e a dire il vero un
po’ lo disprezzavo. Ma adesso ne ho una considerazione diversa:
durante le riprese ho conosciuto molti di questi valorosi pugili e
ne ho scoperto e riconosciuto la loro profonda umanità?
Ma come il tuo personaggio di Maddi che si pone mille dubbi, tu
ti fidanzeresti con un boxeur?
EMANUELA CAU Ho scoperto l’umiltà
e la grande forza di volontà di questi atleti… che poi sono
qualità che apprezzo in un uomo e per cui la mia risposta è sì…
mi fidanzerei con un pugile!
E’ stato difficile interpretare il ruolo del pugile Nino?
CARMINE RECANO Fisicamente sì… un mese e mezzo prima dell’inizio
delle riprese mi sono trasferito a Cagliari ed allenato duramente in
palestra. Il profondo rispetto reciproco ci ha poi permesso di
lavorare serenamente e con notevoli risultati!
Come nasce il personaggio di Trudu?
VANNI FOIS Nasce grazie alla
volontà di un regista come Pau, che non tende mai a caratterizzare
i suoi personaggi. Per me è stata un’esperienza unica, e lavorare
con registi che cercano la verità dei personaggi spingendoti a dare
il meglio di te stesso è molto difficile ma sicuramente rende il
nostro lavoro d’attori molto più interessante.,
Calogero Messina 14-10-2002
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