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| Pesi Leggeri >> Il consiglio di
Intrage |
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In questo piccolo film italiano di incontri di pugilato ce ne sono
ben pochi, niente a che vedere con il made in USA "Toro
Scatenato" il film diretto da Scorsese sulla vita di Jack La
Motta - non ci sono esplosioni di combattimenti, non ci sono ring di
lusso. "Pesi leggeri" racconta i semplici, modesti e
periferici personaggi della storia a rendere palese l'umanità dello
sport, le aspettative, i sogni che, inevitabilmente, si infrangono.
I "Pesi leggeri" sono piccoli, minuti ragazzi pronti a
pendere pugni, pronti a non cadere e, nel caso a rialzarsi, a
trovare la forza di schivare e a trovare l'energia per picchiare.
Naturalmente, non solo sul "quadrato", ma metaforicamente
parlando, nella vita. I pugni arrivano e fanno male, ma il boxeur è
pronto a non farsi abbattere. Sono le città, le buie periferie ad
annientare, con il loro cemento ammassato che preclude ogni
possibilità, che copre il sole e lo riveste di grigio spegnendo la
luce su ogni possibile slancio. La Sardegna raccontata non è
esotica, non è balneare, ma è terra di cupi palazzoni, di strade
senza uscita. Come salvarsi dalla monotonia? Come schiudere le ali e
andare lontano? Per qualcuno dei protagonisti la soluzione è la
boxe, per altri è sognare la boxe, sognare di essere stato un
campione, per altri è "sistemarsi", trovare il lavoro
serio, una casa e, il 27 del mese, uno stipendio. Il pugilato
diventa così l'unica alternativa, l'unico modo per dimostrare di
saper rimanere in piedi. Il film è raccontato in maniera
minimalista, fredda, quasi asettica: Pau - il regista- non vuole e
non lascia spazio per sognare, tutto è così come si vede, la
realtà è questa. Duro allenamento, duro combattimento, dura la
vita. I pugni presi fanno male, ma i lividi passano, le ferite
impresse nell'anima no.
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il presente articolo è stato tratto da:
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www.intrage.it
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